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sabato, giugno 06, 2015

Two roads...

" Due strade divergevano in un bosco d'autunno
e dispiaciuto di non poterle percorrere entrambe,
essendo un solo viaggiatore, a lungo indugiai
fissandone una, più lontano che potevo
fin dove si perdeva tra i cespugli.

Poi presi l'altra, che era buona ugualmente
e aveva forse l'aspetto migliore
perché era erbosa e meno calpestata
sebbene il passaggio le avesse rese quasi uguali.

Ed entrambe quella mattina erano ricoperte di foglie
che nessun passo aveva annerito
oh, mi riservai la prima per un altro giorno
anche se, sapendo che una strada conduce verso un'altra,
dubitavo che sarei mai tornato indietro.

Lo racconterò con un sospiro
da qualche parte tra molti anni:
due strade divergevano in un bosco ed io -
io presi la meno battuta,
e questo ha fatto tutta la differenza."


by Robert Frost

mercoledì, ottobre 24, 2012

When we have each other, we have everything...

Ho sceso, tenedoti al mio fianco, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei più è il vuoto ad ogni gradino.
Today is a month
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tutt'ora.
Né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, 
lo scorno di chi crede che la realtà, sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale tenendoti al mio fianco,
non già perché con 4 occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
Eugenio Montale

mercoledì, aprile 18, 2012

Posso scrivere i versi più tristi questa notte...


Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Scrivere, ad esempio: La notte è stellata,
e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.
Il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Io l'amai, e a volte anche lui mi amò.
Nelle notti come questa lo tenni tra le mie braccia.
Lo baciai tante volte sotto il cielo infinito.
Lui mi amò, a volte anch'io l'amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi scuri.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Pensare che non l'ho. Sentire che l'ho perduto.
Udire la notte immensa, più immensa senza lui.
E il verso cade sull'anima come sull'erba in rugiada.
Che importa che il mio amore non potesse conservarlo.
La notte è stellata e lui non è con me.
È tutto. In lontananza qualcuno canta. In lontananza.
La mia anima non si rassegna ad averlo perduto.
Come per avvicinarlo il mio sguardo lo cerca.
Il mio cuore lo cerca, e lui non è con me.
La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.
Più non l'amo, è certo, ma quanto l'amai.
La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.
D'altra. Sarà d'altra. Come dopo dei suoi baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi profondi.
Più non l'amo, è certo, ma forse l'amo.
È così breve l'amore, ed è sì lungo l'oblio.
Perché in notti come questa lo tenni tra le mie braccia,
la mia anima non si rassegna ad averlo perduto.
Benché questo sia l'ultimo dolore che lui mi causò
e questi siano gli ultimi versi che io gli scrivo.

Pablo Neruda



domenica, febbraio 19, 2012

Fire or ice ?

Fuoco e ghiaccio
Qualcuno dice che il mondo finirà nel fuoco, 
altri dicono nel ghiaccio.
Da quel che sento di desiderare
rimango tra chi preferisce il fuoco.
Ma sè si dovesse morire 2 volte,
penso che saprei abbastanza dell'odio
per capire che anche la distruzione del ghiaccio
è grande e sarebbe sufficiente.

Fire and ice
Some say the world end in fire,
some say in ice.
From what I've tasted of desire
I hold with those who favor fire.
But if it had to perish twice
I think I know enough of hate
to know that for destruction ice
is also great and would suffice.



Robert Frost

domenica, marzo 27, 2011

Ho fatto un sogno...

Questa notte ho fatto un sogno,
ho sognato che camminavo sulla sabbia accompagnata dal Signore,
e sullo schermo della notte erano proiettati tutti i giorni della mia vita.
Guardai indietro e vidi che ad ogni giorno della mia vita,
proiettate nel film, apparivano orme sulla sabbia:
una mia e una del Signore.
Così andai avanti, finché tutti i miei giorni si esaurirono.
Allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi posti c'era una sola orma...
Questi posti coincidevono con i giorni più difficili della mia vita,
i giorni di maggiore angustia, di maggiore paura e dolore...
Domandai allora:
" Signore,
tu mi avevi detto che saresti stato con me in tutti i giorni della mia vita, ed io ho accettato di vivere con te, ma perchè mi hai lasciato sola proprio nei momenti peggiori della mia vita ? "
Ed il Signore mi rispose:
" Figlia mia, io ti amo e ti dissi che sarei stato con te durante tutta la camminata e che non ti avrei lasciata sola neppure per un attimo, e non ti ho lasciata sola...
I giorni in cui tu hai visto solo un'orma sulla sabbia, sono stati i giorni in cui ti ho portato in braccio ".

Margaret Fishback Powers



Curiosità :
Per molto tempo si è pensato che la poesia " Ho fatto un sogno ", oggi universalmente nota come «Orme nella sabbia», fosse stata composta da un anonimo brasiliano.
In realtà, è opera della scrittrice canadese Margaret Fishback Powers, che la compose nel 1964 a Echo Lake Youth Camp, in Kingston (Ontario):
era un fine settimana nel quale si celebrava il giorno del Ringraziamento.

domenica, marzo 20, 2011

Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perchè l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, ed io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò, ma io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso sò che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre a follia,
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietudine e del vano desiderio
è una barca che anela al mare eppure lo teme.

Edgar Lee Masters

mercoledì, marzo 02, 2011

Self-portrait


La strada non presa

2 strade divergevano in un bosco d'autunno
e spiacente di non poterle percorrere entrambe,
essendo uno solo, mi fermai a lungo
e guardai, per quanto possibile, in fondo alla prima,
verso dove svoltava, in mezzo agli arbusti.
Poi presi l'altra, anch'essa discreta,
forse con pretese migliori, perché era erbosa e meno segnata
sebbene in realtà le tracce fossero uguali in entrambe le strade.
Ed entrambe quella mattina erano ricoperte di foglie
che nessun passo aveva annerito.
Tenni la prima per un altro giorno,
anche se, sapendo che una strada porta verso un'altra strada,
dubitai di poter mai tornare indietro.
Racconterò questo con un sospiro
tra anni e anni:
2 strade divergevano in un bosco ed io,
io presi la meno battuta.
Questo ha fatto la differenza.

Robert Frost

giovedì, gennaio 06, 2011

Rosa di sera, bel tempo si spera !

Se qualcuno un giorno bussa alla tua porta,
dicendo che è un mio emissario,
non credergli, anche se sono io;
che il mio orgoglio vanitoso non ammette neanche che si bussi
alla porta irreale del cielo.
Ma se, ovviamente, senza che tu senta
bussare, vai ad aprire la porta
e trovi qualcuno come in attesa di bussare,
medita un poco.
Quello è il mio emissario e me
e ciò che di disperato il mio orgoglio ammette.
Apri a chi non bussa alla tua porta.

Fernando Pessoa


sabato, dicembre 25, 2010

Effeppi



A te si arriva
A te si arriva solo attraverso te.
Ti aspetto.
Io sì che sò dove mi trovo,
la mia città, la via,
il nome con cui tutti mi chiamano.
Però non sò dove sono stata con te.
Là mi hai portato tu.
Come avrei imparato la strada
se non guardavo nient'altro che te,
se la strada era dove tu andavi,
e la fine fù quando ti fermasti ?
Che altro poteva esserci
più di te che ti offrivi, guardandomi ?
Però adesso che esilio,
che mancanza,
è lo stare dove si stà.
Aspetto,
passano i treni,
i destini, gli sguardi.
Mi porterebbero dove non sono stata mai.
Ma io non cerco nuovi cieli.
Io voglio stare dove sono stata.
Con te, ritornarci.
Che intensa novità,
ritornare un'altra volta,
ripetere mai uguale
quello stupore infinito.
E fino a quando non verrai tu
io resterò sulla sponda dei voli,
dei sogni, delle stelle,
immobile.
Perché sò che dove sono stata
non portano né ali, né ruote, né vele.
Esse vagano smarrite.
Perché sò che dove sono stata con te
si và solo con te, attraverso te.

Pedro Salinas



sabato, dicembre 04, 2010

Non vinto...

Invictus

Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo che và da un polo all'altro,
ringrazio qualunque Dio esista
per la mia anima invincibile.
Nella feroce morsa del caso
non ho arretrato né ho gridato d'angoscia.
Sotto la scure della sorte
il mio capo sanguina ma non si piega.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l'Orrore dell'ombra,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto pieno di castighi il destino.
Io sono il padrone della mia sorte:
io sono il capitano della mia anima.

William Ernest Henley

Curiosità:
Invictus è una poesia scritta dal poeta inglese William Ernest Henley ( 1849-1903 ).
Il titolo proviene dal latino e significa " invitto ", ossia " mai sconfitto ".
Fù composta nel 1875 e pubblicata per la prima volta nel 1888 nel Book of Verses ( "Libro di Versi" ) di Henley, dov'era la quarta di una serie di poesie intitolate Life and Death - Echoes ( "Vita e Morte - Echi ").
In origine non recava un titolo: le prime stampe contenevano solo la dedica A R.T.H.B., un riferimento a Robert Thomas Hamilton Bruce (1846–1899), un affermato mercante di farina e fornaio scozzese che era anche un mecenate letterario.
Il titolo Invictus fù aggiunto dallo scrittore e critico letterario Arthur Quiller-Couch quando incluse la poesia nella sua fondamentale antologia della poesia inglese, The Oxford Book Of English Verse nel 1900.

sabato, luglio 31, 2010

Oggi... poesia

Girls, he is officially available !
Jake Gyllenhaal


Desiderata

Và serenamente in mezzo al rumore e alla fretta
e ricorda quanta pace ci può essere nel silenzio.
Finché è possibile senza doverti arrendere conserva
i buoni rapporti con tutti.
Dì la tua verità con calma e chiarezza, e ascolta gli altri,
anche il noioso e l'ignorante,
anch'essi hanno una loro storia da raccontare.
Evita le persone prepotenti e aggressive,
esse sono un tormento per lo spirito.
Se ti paragoni agli altri, puoi diventare vanitoso e aspro,
perche' sempre ci saranno persone superiori ed inferiori a te.
Rallegrati dei tuoi risultati come dei tuoi progetti.
Mantieniti interessato alla tua professione, benché umile;
è un vero tesoro rispetto alle vicende mutevoli del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari, poiche' il mondo è pieno di inganno.
Ma questo non ti impedisca di vedere quanto c'è di buono;
molte persone lottano per alti ideali,
e dappertutto la vita e' piena di eroismo.
Sii te stesso.
Specialmente non fingere di amare.
E non essere cinico riguardo all'amore,
perchè a dispetto di ogni aridità e disillusione esso è perenne come l'erba.
Accetta di buon grado l'insegnamento degli anni,
abbandonando riconoscente le cose della giovinezza.
Coltiva la forza d'animo per difenderti dall'improvvisa sfortuna.
Ma non angosciarti con fantasie.
Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di là di ogni salutare disciplina, sii delicato con te stesso.
Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle;
tu hai un preciso diritto ad essere quì.
E che ti sia chiaro o no,
senza dubbio l'universo va schiudendosi come dovrebbe.
Percio' stà in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca,
e qualunque siano i tuoi travagli e le tue aspirazioni,
nella rumorosa confusione della vita conserva la tua pace con la tua anima.
Nonostante tutta la sua falsità, il duro lavoro e i sogni infranti,
questo è ancora un mondo meraviglioso.
Sii prudente.
Fà di tutto per essere felice.

Questo testo bellissimo viene quasi sempre presentato come "Manoscritto del 1692 trovato a Baltimora nell'antica chiesa di San Paolo".
Invece nel 1959 il reverendo Frederick Kates rettore della chiesa di St. Paul, a Baltimore, Maryland, incluse questo pensiero in una raccolta di materiale devozionale.
In cima alla raccolta, c'era l'annotazione "Old St. Paul's Church, Baltimore, A.C. 1692", che è l'anno di fondazione della chiesa... da qui l'equivoco.
In realtà, l'autore di questi versi è Max Ehrmann, un poeta di Terre Haute, Indiana, vissuto dal 1872 al 1945, e scrisse Desiderata intorno al 1927.

venerdì, novembre 30, 2007

Un sogno dentro un sogno...



Questo mio bacio accogli sulla fronte !
E, da te ora separandomi,
lascia che io ti dica che non sbagli
se pensi che furono un sogno i miei giorni;
e, tuttavia,
se la speranza volò via in una notte o in un giorno,
in una visione o in nient'altro,
è forse per questo meno svanita ?
Tutto quello che vediamo,
quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno.
Stò nel fragore di un lido
tormentato dalla risacca,
stringo in una mano granelli di sabbia dorata.
Soltanto pochi !
E pur come scivolano via, per le mie dita,
e ricadono sul mare !
Ed io piango - io piango !
O Dio !
Non potro' trattenerli con una stretta più salda ?
O Dio !
Mai potro' salvarne almeno uno, dall'onda spietata ?
Tutto quel che vediamo,
quel che sembriamo,
non è che un sogno dentro un sogno ?


E. A. Poe

domenica, novembre 18, 2007

Ricordo di Marie A.



Un giorno di settembre,
il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l'amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d'estate
c'era una nube ch'io mirai a lungo:
bianchissima nell'alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.
E da quel dì
molte molte lune trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
tu chiedi :
" Che né è di quell'amore ? "
Questo ti dico :
" Più non lo ricordo. "
E pure certo, sò cosa intendi.
Pure il suo volto più non lo rammento,
questo rammento:
l'ho baciato un giorno.
Ed anche il bacio avrei dimenticato
senza la nube apparsa sù nel cielo.
Questa ricordo
e non potrò scordare:
era molto bianca e veniva giù dall'alto.
Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna ha forse sette figli,
ma quella nuvola fiorì solo un istante
e quando riguardai sparì nel vento.
B. Brecht