giovedì, marzo 24, 2011

Maldive, lo sapevate che...

Paradiso o piuttosto Inferno ?

Religione: 100% musulmana.
L'islam praticato alle Maldive ha caratteristiche particolari a causa del fatto di essere venuto a contatto sia con le antiche tradizioni locali che con i costumi e gli stili di vita dei molti turisti occidentali che visitano le isole.
Le donne, ad esempio, nella capitale usano camminare anche senza velo, mentre nei villaggi, più isolati, le ragazze dopo la pubertà usano coprirsi su tutto il corpo ad eccezione del volto.
Una revisione della costituzione del 2008 stabilisce che " un non-musulmano non può diventare cittadino delle Maldive " (Art. 9, Sez. D).
I cristiani sono pochi e vivono una condizione permanente di credenti nascosti.

Notizie generali :
La Repubblica delle Maldive è uno stato insulare di 349.106 abitanti (stima del 2005) composto da un gruppo di atolli situati nell'Oceano Indiano a sud-sudovest dell'India, per un totale di 300 km quadrati.
La capitale è Malé, la lingua ufficiale è il maldiviano, la moneta è la rupia maldiviana.
Per quanto riguarda la storia di questa piccola nazione i reperti archeologici ritrovati sono stati tutti datati a epoche successive al 1500 a.C.; si ritiene, infatti, che in precedenza l'arcipelago fosse disabitato.
La popolazione attuale discende da popoli di religione buddhista migrate dall'India meridionale e dallo Sri Lanka intorno ai secoli IV e V.
Quando gli arabi iniziarono a percorrere frequentemente le rotte commerciali verso il sud-est asiatico, le Maldive divennero un importante punto di scalo.
I commercianti arabi esercitarono una forte influenza culturale sulla popolazione locale, che a partire dall'XI secolo si convertirono gradualmente all'Islam.
Nel 1153 le Maldive divennero un sultanato.
Nel XVI secolo le potenze europee iniziarono a minacciare le Maldive.
I primi a conquistare l'arcipelago furono i Portoghesi, che vi crearono un insediamento nel 1558.
Questi furono però cacciati nel 1573 dai Devehi, guidati da Muhammad Thakurufar Al-Azam.
Il sultanato rimase poi indipendente fino al 1887, anno in cui fu dichiarato protettorato britannico.
Durante la 2° guerra mondiale le Maldive rappresentarono un possedimento strategico per la marina britannica.
Negli anni successivi alla guerra, la vita politica e sociale del sultanato fu sostanzialmente stabile, fatta eccezione per un fallito tentativo di instaurazione del sistema repubblicano nel 1953.
Nei primi anni '60 si formò uno stato separatista: la Repubblica Unita di Suradiva.
La neo repubblica comprendeva le isole più meridionali dell'arcipelago, a sud dell' One and Half Degree Channel,e cioè gli atolli di Suradiva, Addu e Gan più una serie di isolotti minori.
La Repubblica fu riassorbita nel 1963 e scomparve.
L'indipendenza dal Regno Unito fu sancita il 26 luglio 1965.
Nel 1968, il sultanato divenne una Repubblica presidenziale.
Il sistema giudiziario è basato sulla legge islamica (sharia) con una struttura di leggi inglesi in materia di commercio.
Una particolarità del codice maldiviano è che non è previsto il reato di violenza sessuale nei confronti delle donne.
Fonti di oppressione e persecuzione
Le pressioni a scapito dei pochi e nascosti cristiani presenti alle Maldive vengono principalmente da due fonti: un governo ostile, che si presenta come un protettore dell’Islam, e dall’intera popolazione che controlla in prima persona che non vi siano “devianze” dall’Islam, eventualmente denunciandole senza esitazioni.
Questa realtà persecutoria si riflette nella posizione assunta negli anni dalle Maldive nella WWList (6° posizione), anche se ad accusare il governo maldiviano non è solo Porte Aperte, ma anche altre organizzazioni non governative come Amnesty International.
Non si hanno notizie di incidenti o attacchi a danno dei cristiani, ma d’altronde sarebbe molto difficile averne data la chiusura totale della società e del governo nei confronti di qualsiasi altra religione.
Abbiamo notizie di conversioni a Cristo da parte di maldiviani, ma l’oppressione è reale e nessuno osa venire allo scoperto, perciò vivono la loro fede nella totale clandestinità.
Riunioni di credenti non avvengono per paura di essere scoperti (o se avvengono è tale la segretezza con cui vengono realizzate, che non giungono notizie all’estero) e lo stesso dicasi per i meeting ai quali i maldiviani potrebbero partecipare andando all’estero (magari per studio o lavoro): difficile che vi partecipino per paura delle ritorsioni una volta tornati a casa.
L’apostasia (l’abbandono dell’Islam) è considerato reato secondo la sharia. Quando viene scoperto un credente nascosto, quindi un ex-musulmano convertito a Cristo, la pratica non prevede l’uccisione, ma la detenzione in prigioni o “centri di riabilitazione” dentro i quali il cristiano viene sottoposto a pressioni di vario genere per ritornare all’Islam.
Nel caso in cui il cristiano non ceda, gli viene tolta la cittadinanza, più altre gravi conseguenze di natura sociale.
Sviluppi :
Alle Maldive vivono alcuni cristiani stranieri, ma in molti casi vivono separati dalla popolazione indigena.
L’unica eccezione è Malé, dove gli stranieri e gli autoctoni convivono, ma esistono delle restrizioni imposte per salvaguardare la popolazione musulmana dal contatto con le influenze cristiane ed esterne.
Per esempio, ai non musulmani stranieri non è permesso riunirsi in locali adibendoli a culto, realizzare riunioni di preghiera o rituali religiosi fuori dalle loro case.
Di fatto queste restrizioni vengono rispettate perché la pressione sociale e l’atmosfera generale non induce di certo i credenti a rischiare.
Alle Maldive non esiste un singolo luogo di culto che non sia musulmano. Teoricamente viene permessa l’importazione di letteratura cristiana, ma in realtà si ha riscontro di casi di confische.
La vendita di oggetti o cartoline religiose è ristretta alle zone gestite da operatori del turismo internazionale.
Evangelizzare i maldiviani è estremamente difficile.
Non è possibile realizzare eventi evangelistici per le restrizioni di cui sopra: la manifestazione pubblica di una fede che non sia l’Islam è semplicemente proibita.
Tutti i media ( anche internet ) sono controllati dallo stato.

Ps: ed ora, avete ancora voglia di fare un viaggio alle Maldive ?

2 commenti:

Thank you so much...I love your comments.
Have a wonderful day.
by giorno26 ღ